
di Emilia Hart
Multipov
Fantasy
Realismo magico
Mistero
Saga familiare
Narrativa femminile
Fazi Editore 2024
L’autrice pone l’attenzione su alcuni avvenimenti storici drammatici come la deportazione dei detenuti da Irlanda e Regno Unito nell’800 o come la colonizzazione dell’Australia a danno delle popolazioni locali.
Il romanzo si dipana alternando i punti di vista di Mary ed Eliza, due ragazze irlandesi dell’800 condannate all’esilio in Australia e di Lucy e Jess, due sorelle australiane dei giorni nostri.
Il filo conduttore di tutta la storia è la ricerca della verità.
Lucy è studentessa di giornalismo e per lei la ricerca della verità è una missione di vita. Jess si è sempre sentita diversa e di fronte a dei genitori sempre restii a rispondere alle sue domande diventa ossessionata dalla ricerca della verità su se stessa, sulle sue origini e sul suo essere diversa.
Mary ed Eliza, invece, sono spaventate da ciò che ricordano della propria madre, andata via quando erano bambine e negano la realtà a loro stesse, fino a quando alla fine abbracceranno appieno la verità decretando la loro salvezza.
L’autrice, come nelle sue altre opere, si distingue per l’impressionante nitidezza delle descrizioni che ci permette quasi di sentire gli odori degli ambienti dei quali narra, percepire noi stessi gli agenti atmosferici e le sensazioni descritte.
La storia attraversa un arco temporale considerevole, ma nonostante questo, svela legami inaspettati tra le protagoniste, trascendendo luoghi e epoche.
Alla fine, nonostante questo romanzo sia guidato dalla ricerca della verità, gli ultimi capitoli ci lasciano con più domande che risposte.
Probabilmente ai fini narrativi è giusto così. È giusto lasciare al lettore la libertà di immaginare le varie possibilità e fantasticare su di esse.
Della stessa autrice “Weyward” – Leggi la recensione


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